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L’idea è nata da un bando di Fondazione Cariplo ed è stata costruita da e per gli abitanti del quartiere di S. Agabio – Novara con la collaborazione di diverse associazioni ed enti, a cominciare dal Comune di Novara. Lungo la strada desideriamo raccogliere un numero sempre maggiore di amici e sponsor.

Sono in corso di realizzazione tre grandi azioni

PRODUCIAMO

Tra le caratteristiche di una popolazione resiliente vi è la capacità di scegliere come alimentarsi correttamente, capacità sviluppata a partire dalla conoscenza pratica della produzione e/o trasformazione diretta ed in modo sostenibile di parte del cibo necessario alla propria vita.

CURIAMO

Questa azione punta a migliorare diversi aspetti della gestione dell’ambiente urbano della zona occidentale del quartiere. Le parole d’ordine sono: consumare meno energia, produrre meno rifiuti, abbellire, decorare, tenere pulito e in ordine, appropriarsi del quartiere e renderlo fruibile a tutti.

PROTEGGIAMO

L’azione è analoga a quella precedente (“Insieme Curiamo Sant’Agabio”), ma si rivolge alla zona orientale di Sant’Agabio, che ha un assetto assai diverso da quella occidentale. L’azione si propone di aumentare la resilienza della popolazione verso i rischi ambientali della zona.

Ogni azione si articola in diverse attività, che vi racconteremo man mano che saranno realizzate.

La documentazione completa del progetto

Documentazione sintetica del progetto

Il primo manifesto-locandina-volantino

Distribuito il 22 gennaio 2017
IN SINTESI
Sant’Agabio è un quartiere di Novara, ai limiti dell’area industriale, con aree dismesse e zona residenziale di 13.000 abitanti: forte presenza di immigrati (27%), rischio di degrado urbano, aree abbandonate, rischio di esondazioni. Esistono diverse iniziative associative, che, a volte, collaborano.La struttura scolastica è aperta e disponibile. Un gruppo di associazioni ha deciso di realizzare un progetto che colga le opportunità offerte dal Bando “Comunità Resilienti” di Fondazione Cariplo coinvolgendo la popolazione residente.
3 assi di intervento

  1. sviluppare la capacità di autoproduzione di alimenti di qualità utilizzando beni comuni
  2. migliorare la qualità dell’ambiente urbano
  3. intervenire per mitigare i rischi connessi alle possibili esondazioni del Terdoppio. Le azioni pratiche sono completate da fasi di informazione nelle scuole e presso la popolazione (feste, incontri)

I nostri eventi
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